Una foto, una storia.

Quella che vi raccontiamo è la storia dell’abito che la signora Angela indossa nel giorno del suo matrimonio.

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Quel giorno la sposa non ha l'abito bianco, non sono ripresi
i testimoni, anche se alla cerimonia, come d’obbligo, erano presenti, e quella è l’unica fotografia del matrimonio.

Siamo nel 1947, la guerra è finita da poco e molti giovani si trovano a partire da zero, i reduci non trovano sempre lavoro, e sposarsi è quasi da incoscienti.

Tuttavia Angela e Ubaldo si vogliono bene e decidono di mettere su famiglia anche se non hanno un becco di un quattrino. Non si possono permettere il lusso di abiti da cerimonia, né di organizzare il pranzo di nozze. D’altra parte anche gli amici ed i parenti sono duramente provati dalla difficile situazione economica del dopoguerra: invitarli al matrimonio sarebbe stato metterli in difficoltà…

Così, matrimonio alla messa delle otto del mattino, solo i testimoni, che subito dopo la funzione scappano…. a lavorare. In fotografia non si fanno riprendere … e con che abiti sarebbero stati fotografati ?

La foto ricordo, sì, almeno quella, ma solo quella; del matrimonio non ne esistono altre.

Il pranzo di nozze? Dai genitori di lei, un pranzo come gli altri, come quello di tutti i giorni.

Ma il segreto della fotografia è la storia del vestito nuziale.

E’ una storia semplice, ma ha bisogno di un piccolo preambolo.

Angela, durante la guerra, era andata a lavorare come infermiera presso l’Ospedale civile di Acqui Terme.

Ne ha viste di tutti i colori, malati, feriti, affamati, bambini e anziani, fascisti e nazisti curati alla luce del sole e …. partigiani curati di nascosto, nelle cantine dell’ospedale o nei pressi, pazienti facoltosi in "camera", e poveri diavoli in "corsia", ma per lei, che aveva scelto di fare l’infermiera per vocazione, erano tutti uguali, tutti bisognosi di cure a attenzione.

Nell’ultimo mese di guerra, aprile 1945, viene ricoverato per ferite non gravi un ufficiale tedesco delle S.S. Naturalmente viene trattato con tutti i riguardi e alloggiato in "camera". Angela diceva che era un tipo serio, ma gentile, riconoscente per le cure che gli venivano prestate. Non così educati i suoi subalterni, che andavano e venivano a prendere ordini e a portare informazioni.

La situazione precipita, siamo alla fine di aprile e l’esercito tedesco deve ritirarsi. Il nostro ufficiale, ristabilito quanto basta per stare in piedi, improvvisamente lascia l’ospedale. Non lo vedranno più.

Presumibilmente riprende il comando del suo reparto in occasione della ritirata.

Nella fretta di partire, esce dall’ospedale con abiti civili e … dimentica la sua uniforme da ufficiale delle S.S. nell’armadietto che sta nella sua camera.

Se ne accorgono ben presto le infermiere, che informano la suora superiora, che in quegli anni svolgeva le funzioni di caposala e dirigeva il reparto di chirurgia. La suora valuta la situazione: l’uniforme è di stoffa pregiata, un bel panno nero, ma ha pur sempre un proprietario, e può darsi che ritorni a prenderlo, anche se la guerra sta per finire. Si decide di custodirlo in un altro armadio in attesa che si presenti qualcuno a ritirarlo.

La guerra finisce, i tedeschi si ritirano, e l’uniforme da S.S. resta in quell’armadio. Dimenticata.

Due anni dopo, però, quando Angela si fidanza con Ubaldo, anche lui infermiere, scampato dalla guerra e dai campi di concentramento nazisti, e manifesta le sue intenzioni di mettere su famiglia, la madre superiora, che di suo non ha nulla in quanto votata al servizio degli altri, non sapendo cosa regalare a quei due poveri giovani che posseggono solo i vestiti che indossano, si ricorda di quell’uniforme abbandonata in un armadio e, valutando che il "tedesco" ben difficilmente sarebbe tornato a ritirare una divisa da S.S., pensa bene di farne un regalo ad Angela, suggerendole di disfare l’uniforme, di recuperarne i tagli e con quelli di confezionarsi un vestito "della festa",.. con quel bel panno nero da ufficiale nazista!

Così fu fatto, e per quella curiosa via della Provvidenza l’uniforme da S.S si trasformò in abito nuziale.

Probabilmente sarebbe stato contento anche quel signore tedesco che l’aveva dimenticata all’ospedale …. nel vedere quel simbolo di guerra trasformato in un simbolo d'amore.

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