LINEAMENTI GEOLOGICI

Le formazioni rocciose presenti a MERANA appartengono alla serie sedimentaria Oligo-Mio-Pliocenica del BACINO TERZIARIO PIEMONTESE.

L’avventura geologica incominciò circa 35 milioni di anni fa (OLIGOCENE, Era TERZIARIA) quando un impetuoso mare interno che occupava l’odierna pianura Padana batteva le coste delle terre emerse del Sistema ALPINO.

Le rocce alpine in quei tempi subivano l’azione disgregatrice delle piogge torrentizie caratteristiche dell’Oligocene e anche l’azione demolitrice dei movimenti tettonici di continuo lento sollevamento della Catena ALPINA (la pressione e lo scontro dei continenti AFRICA e EUROPA).

I materiali detritici trascinati dalle acque impetuose del fiumane raggiungevano il mare PADANO,dove dove venivano ghermiti dalle onde e sbattuti contro le coste, smantellandosi ulteriormente e poi si accumulavano sui fondali del mare che avanzava.

Vicino a Spigno Monferrato si possono vedere degli "spaccati" delle stratificazioni rocciose susseguitesi nelle varie ere.

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(O)-> FORMAZIONE di MOLARE -> [O è il simbolo sulla carta geologica] form_molare.jpg (1692 byte)

Le prime rocce sedimentarie a formarsi sono i CONGLOMERATI della FORMAZIONE di MOLARE (il nome sta ad indicare la località dove questa ha gli affioramenti migliori e/o dove è stata studiata prima).

Sono sedimenti grossolani e compatti con ciottoli (clasti) arrotondati, di varia dimensione ed origine, cementati da matrice sabbiosa arenacea e a volte anche calcarea; i clasti sono formati da frammenti di rocce alpine cioè da OFIOLITI LIGURI e CALCESCISTI.

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Presentano abbondanza di fossili come i FORAMINIFERI, tra cui i NUMMULITI, e come i MOLLUSCHI LAMELLIBRANCHI, tra cui le conchiglie di PECTEN.

La FORMAZIONE di MOLARE si può notare frequentemente lungo la sponda destra del fiume BORMIDA tra Dego, Piana Crixia (dove costituisce il gambo del famoso fungo), Merana e Spigno ( dove è facilmente osservabile sotto la rocca della Chiesa Parrocchiale e del cimitero verso il Bormida)  

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(M1O3m)-> FORMAZIONE DI ROCCHETTA -> [ M1O3m è il simbolo nella carta geologica] form_rocchetta.jpg (2484 byte)

Poi il mare Padano continuò ad avanzare e divenne più profondo e depositò materiali sempre fini e si stabilizzò.
Sovrapposta alla FORMAZIONE di MOLARE si generò la FORMAZIONE DI ROCCHETTA (a partire da circa 23 milioni di anni fa) che costituisce l’affioramento più evidente di questa zona.
E’ caratterizzata da marne grigio-azzurre siltoso-sabbioso di mare profondo. le marne sono costituite da CALCARE (carbonato di calcio) e da argille (SILICATI IDRATI di vari metalli Al, Fe, K, Mn); le marne siltose sono quelle più in basso dove i granuli di sabbia vengono compatti dal peso degli strati superiori.
Spesso il calcare è origine di BIOCLASTICA cioè costituito da grassi di Molluschi disfatti o dalla enorme quantità dei piccolissimi gusci dei FORAMINIFERI (fanghi di FORAMINIFERI).
Le marne di ROCCHETTA sono molto aggredibili dagli agenti meteorici e quindi subiscono notevole erosione formando il caratteristico paesaggio collinare ondulato. E’ frequente poi la suggestiva morfologia del CALANCO dovuta all’erosione delle acque ruscellanti sulle marne con più alta composizione di argille impermeabili e in forte pendenza.

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L’erosione selettiva può provocare nel tempo la formazione di buchi nelle marne di ROCCHETTA, là dove questa formazione venne tagliata a parete verticale dall’azione scavatrice dei corsi d’acqua.

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Questo fenomeno dei buchi si può interpretare come effetto del diverso grado di permeabilità all’acqua dei vari strati irregolarmente sedimentati: arenarie o sabbie (silice), ciottoli di vario tipo litologico, marne più o meno compatte. Sono fossili caratteristici i foraminiferi (principalmente i generi globigenorioides e globigerina) e resti (conchiglie) di molluschi lamellibianchi norioides.

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(M1-O3) -> FORMAZIONE DI MONESIGLIO (M1-O3) è il simbolo sulla carta geologica) form_mones.jpg (1706 byte)

Lo stesso mare Padano, a partire da circa 21 milioni di anni fa, fece depositare nei suoi tratti poco profondi le rocce sedimentarie della FORMAZIONE di MONESIGLIO,  E' costituita di sabbie gialle o rossastre fino a 4 m di profondità, ma anche marne grigie alternate ad arenarie; la bancata può avere spessore anche di 100 m e affiora AD OVEST DI MERANA in alto verso la collina di S. MASSIMO.

E’ frequente incontrare su questa formazione la presenza di curiose forme erosive a pseudofungo dette "muriòn".

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E’ caratterizzata da altri FORAMINIFERI fossili (genere principale GLOBOQUADRINA) e anche da un MICROCONGLOMERATO POLIGENICO con gusci di LAMELLIBRANCHI.

Infine il MARE PADANO incominciò ad indietreggiare (REGRESSIONE MARINA) spinto dalle ultime fasi del sollevamento ALPINO e dai materiali che sempre più abbondantemente venivano trascinati giù dai fiumi.

Il ciclo sedimentario del BACINO TERZIARIO PIEMONTESE iniziato con la TREASGRESSIONE MARINA di 35 milioni di anni fa si concludeva alla fine del PLIOCENE, circa 2 milioni di anni fa.

Geologicamente figurato il territorio continuerà ad essere modellato dall’opera di erosione e di sedimentazione continentale dei corsi d’acqua nel QUATERNARIO ( da 1,7 milioni di anni fa ) con il FLUVIALE antico, medio e recente.

Si sono originati quindi i deposita alluvionali di ghiaia e ciottolami in matrice sabbiosa, sabbia, limi e argille caratteristici della piana del fiume Bormida.   [ (a2)-> è il simbolo di questi depositi alluvionali nella carta geologica]

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SCHEDA sui FORAMINIFERI

I FORAMINIFERI sono esseri viventi marini UNICELLULARI, vengono classificati come un ordine appartenente alla CLASSE DEI RIZOPODI e quindi al phylum dei PROTOZOI. Presentano un piccolo guscio forato calcareo con dimensioni che vanno da 0,5 mm a 1 mm generalmente (esistono anche esemplari e specie con dimensione fino a 6 mm e alcuni NUMMULITI del TERZIARIO raggiungevano i 15 cm).

Hanno grande importanza nella LITOGENESI delle ROCCE SEDIMENTARIE perché i loro gusci in quantità enorme si depositavano come fanghi nei fondali marini.

Le forme fossili dei FORAMINIFERI consentono di datare gli strati di rivestimento e di sedimentazione, permettono anche di determinare le condizioni ecologiche del passato in cui tali strati si sono formati.      Torna su

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